Lucio

La fotografia è reportage. Almeno secondo la mia visione.
E’ il racconto di una storia attraverso immagini, quelle  vere, capaci di rivelare l’attimo, senza set o sovrastrutture. A una foto perfettamente a fuoco, predisposta e allestita, preferisco l’azione come quella degli scatti di Robert Capa durante lo sbarco in Normandia. O il lavoro di Rene Burri, Elliot Erwitt, Cartier-Bresson e Man Ray, o i ritratti di Bert Stern. Le loro immagini mi hanno sempre ispirato, soprattutto grazie all’essenza che solo il bianco e nero sa trasmettere. È attraverso la fotografia che mi sono appassionato di Storia: riviste come LIFE, Epoca e tutto ciò che attraverso un taglio reportistico raccontava l’essenza della verità hanno nutrito la mia formazione e contribuito a trasformarmi nell’uomo che sono oggi.  Fotografo discontinuo e irrequieto, quando impugno la macchina fotografica, passione e sentimento hanno il sopravvento.
Il mio motto?  Vivere per fotografare ma non fotografare per vivere .
Scegliere dunque di seguire cuore e passione, senza pretendere che la fotografia divenisse la mia principale professione, e quindi uno strumento grazie a cui vivere e con cui scendere a compromessi.
E’ così che, attraverso un semplice click, plasmo le mie foto, catturando l’istante per ciò che è: vero, sincero, realistico.
Fotografo il mondo, le persone e la loro vita secondo il mio obiettivo e senza esasperazioni. Fotografo per lasciare una traccia, perché il futuro è il risultato del passato che lo ha generato. Fotografo per sentirmi vivo e per donare ad ognuno la sua storia e a me stesso la mia.

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